DM 197 – UNA TANTUM per BLOCCO SCATTI STIPENDIALI

Si comunica che sul sito del Ministero, alla sezione Università – programmazione e Finanziamenti – Finanziamenti,  è pubblicato il DM 197 e la relativa tabella di riparto delle assegnazioni 2018 e 2019 per ciascun ateneo.

Dal lunedì 21 maggio il ministero dovrebbe aver comunicato ad ogni ATENEO una tabella, in formato excel, con l’elenco dei soggetti dell’ateneo considerati ai fini dell’attribuzione delle somme secondo quanto dettagliatamente descritto dal DM.

Per ogni soggetto sono riportati i dati  (Periodo 2011-2015) con l’indicazione del peso attribuito a ciascun docente.

Sarà cura di ogni Ateneo procedere alla puntuale assegnazione delle somme ai sensi di quanto previsto dagli articoli 2 (comma 3,4 e 5 ) del DM 197.

UNICA PECCA è che “l’UNA-TANTUM è riconosciuto esclusivamente all’esito della positiva valutazione ottenuta ai sensi dell’articolo 6, comma 14, della legge 30 dicembre 2010, n. 240” e solo pochissimi Atenei hanno approvato i regolamenti interni per tali valutazioni.

DM n. 197 – 2018 _Evidenziato

DM n. 197 Tabella riparto una tantum Atenei

USPUR vuole fare chiarezza sulla vicenda “PROFESSORI A TEMPO PIENO ED ATTIVITA’ ESTERNE”

 

http://www.uspur.it/wp-content/uploads/2018/01/2018-01-10-USPUR-Tempio-pieno-e-attività-esterne.pdf

Centinaia di controlli in tutta Italia, ordinati dalle procure regionali della Corte dei Conti. Milioni di pagine acquisite dalla guardia di finanza nelle segreterie delle università e nelle stanze dei professori: registri didattici, verbali dei consigli di facoltà, autorizzazioni a svolgere attività esterne. L’obiettivo della campagna nazionale di controlli, cominciata nel 2017, è accertare se i professori con incarico a tempo pieno abbiano rispettato le regole su consulenze e incarichi professionali esterni. O se invece abbiano arrotondato lo stipendio (a volte di molto) in modo irregolare.

Sotto torchio sono finiti soprattutto i docenti che dividono le proprie giornate fra cattedra e partita Iva. Professori di Ingegneria con incarichi di ricerca retribuiti nel settore privato. Geologi che, al di fuori dell’università, fanno consulenze per compagnie petrolifere. Professori di Chimica nominati CTU o periti di parte nei processi.

A coordinare il programma di controlli in guardia di finanza è il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie. Le verifiche in corso riguardano la presunta violazione dei commi 10 e 12 dell’articolo 6 della legge 240 del 2010, detta riforma Germini dell’Università.

 

Abbastanza complessa è la disciplina specie per quanto riguarda i professori a tempo pieno, a cui la riforma del 2010 consente attività di consulenza esterna, con alcuni limiti e secondo regole decise dai regolamenti dei singoli atenei.  Una previsione che ha generato caos e disparità fra ateneo e ateneo su cosa sia consentito fare e cosa no. Si va dall’estremo della Bicocca a Milano, che vieta le attività esterne ai propri docenti a tempo pieno, fino al Politecnico di Milano e all’università di Genova, che alle consulenze non pongono restrizioni oltre a quelle di legge.

 

di QUI l’azione promossa dall’USPUR che chiedere che si faccia chiarezza al riguardo e si eviti la caccia alle streghe che sono in questo caso per lo più inesistenti

 

http://www.uspur.it/wp-content/uploads/2018/01/2018-01-10-USPUR-Tempio-pieno-e-attività-esterne.pdf

Disegno di legge “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”. Articolo unico. PROFESSORI UNIVERSITARI. PROGRESSIONE BIENNALE PER CLASSI SU BASE PREMIALE

Disegno di legge “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”. Articolo unico. PROFESSORI UNIVERSITARI. PROGRESSIONE BIENNALE PER CLASSI SU BASE PREMIALE

 

 

 

COMUNICATO STAMPA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE – riguardo le procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale per il settore scientifico concorsuale

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COMUNICATO STAMPA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE

 

 

I fatti di questi giorni hanno messo in luce importanti irregolarità in una procedura di Abilitazione Scientifica Nazionale per il settore scientifico concorsuale 12/D2 (diritto tributario). Irregolarità che hanno portato all’intervento della magistratura con conseguente arresto di 7 docenti e altri 22 sottoposti ad interdizione per un anno.
La gravità dei fatti purtroppo ha portato gli organi di informazione a rilasciare affermazioni generalizzate sull’Università Italiana, che in nostro giudizio non trovano riscontro nei fatti.
Come al solito si presentano i risultati delle indagini prima che tutto sia sottoposto al vaglio degli organi giudicanti. Il nostro ordinamento giuridico tutela le garanzie degli indagati sino a che non saranno emesse delle sentenze.
L’USPUR ritiene quindi doveroso precisare la propria posizione in merito.
– L’indagine riguarda un unico settore concorsuale. I numeri dei docenti indagati nel loro complesso è un’esigua minoranza rispetto all’organico in essere di circa 45000 docenti (indicativamente 20000 ricercatori, 15000 associati e 10000 ordinari). Ogni generalizzazione è quindi completamente fuori luogo.
– L’Abilitazione Scientifica Nazionale non porta a nessuna assegnazione di posti di docenza. E’ solo il filtro introdotto dalla legge 240/2010 per la creazione di un insieme di docenti degno di poter partecipare ad un successivo concorso in ruolo. Tipicamente i docenti abilitati sono in numero notevolmente superiore a coloro che risulteranno vincitori nei concorsi banditi dalle diverse sedi. Quindi il parlare di “posti di docenza” significa il non conoscere le leggi che oggi regolano l’università italiana.
– Sulle 14 aree in cui è suddivisa l’organizzazione dei “saperi” dell’università italiana, ben 9 (63% dei docenti totali) individuano dei criteri di soglia per l’abilitazione nazionale basati su indici bibliometrici oggettivi che riflettono il posizionamento del singolo candidato rispetto alla media dei docenti della categoria di riferimento. L’uso di indicatori bibliometrici, pur con tutti i possibili distinguo, riduce la possibilità di arbitrii. Docenti con parametri inferiori ai valori di soglia non possono essere abilitati dalla commissione. Viceversa, l’unico motivo di mancata abilitazione di fatto può essere la mancata rispondenza delle pubblicazioni del candidato alle declaratorie del settore concorsuale per il quale si richiede l’abilitazione. L’USPUR auspica quindi una estensione di criteri bibliometrici anche in quei settori culturali che ne hanno indicata la non pertinenza.
Ciò premesso, l’USPUR vuole dare un suo suggerimento sulle azioni da intraprendere per impedire il ripetersi di fatti così incresciosi che purtroppo generano discredito su tutto il sistema universitario.
A fronte di spinte che richiedono procedure di controllo ancora più complesse, l’USPUR ritiene che ormai la disciplina concorsuale abbia fatto il suo tempo. La procedura concorsuale è tipica del nostro paese. Nelle altre accademie il percorso di selezione della docenza è fatto tutto a livello locale con al più procedure di selezione preliminari analoghe alla nostra abilitazione scientifica nazionale.
L’USPUR quindi, invece di un inasprimento delle procedure ex-ante, richiede un drastico controllo ex-post degli esiti della procedura di selezione.
Oggi questo controllo è ancora marginale all’interno delle procedure della Valutazione della Qualità della Ricerca i cui indici sono poi impiegati per la distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario nei diversi atenei. Solo una responsabilizzazione della selezione del corpo docente che trovi riscontro nei fondi assegnati al singolo dipartimento (e quindi ai singoli atenei) potrà spingere verso procedure di reclutamento virtuose.

 

L’USPUR (Unione Sindacale Professori e Ricercatori Universitari) è un sindacato riconosciuto con legge dello Stato (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 Novembre 1985).