LA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ IN DISCESA GLI ATENEI ITALIANI – QS World University Rankings 2016/17 – Out Now!

QS World University Rankings 2016/17 – Out Now!

QS World University Rankings, le performance degli atenei italiani negli ultimi 5 anni

Il 6 settembre è stata pubblicata la classifica 2016 QS World University Rankings che analizza le performance di 916 università di 81 Paesi su 3800 prese in esame. Se nelle prime cinque posizioni sono piazzati al comando gli istituti americani Mit (1), Stanford (2), Harvard (3) e California Institute of Technology (Caltech) (5) per trovare la prima università italiana bisogna scorrere al 183 posto con il Politecnico di Milano, seguito da Bologna (208) e la Sapienza di Roma al 223.

Anche se viene spesso criticata (il ranking globale si basa su sondaggi e prende in esame diversi criteri dalla quantità di risorse impiegate per l’insegnamento alla qualità della ricerca prodotta, dall’occupabilità dei laureati all’internazionalità dei professori e degli studenti)  la classifica è abbastanza impietosa nei confronti del nostro Paese. Gli unici atenei, su 28 citati, che sono riusciti dal 2012 a guadagnare posizioni negli ultimi 5 anni sono stati il Politecnico di Milano e quello di Torino. Per tutti gli altri un balzo all’indietro. A parziale consolazione anche la perdita di posizioni  di Francia, Germania e Gran Bretagna che paga (caro)  l’effetto brexit.

Criteri: ad ogni università viene assegnato un punteggio che segue un ordine progressivo fino alla  posizione 400. Da quel numero in poi gli atenei vengono raggruppati per decine (401-410 fino a 500) e a seguire con questo ordine 501-550, 551-600, 601-650, 651-700, fino alla posizione 701 (su 916) dove si trovano  raggruppati a “pari merito”  più  di duecento istituti universitari.

 

L’ultima classifica, “sport” tra i più gettonati per il mondo accademico, è firmata dal Centre for world university rankings (Cwur)

La nuova classifica.
Il ranking del Cwur, che elenca i primi 1000 atenei mondiali e comprende 48 atenei italiani, si avvale, per le proprie misurazioni, di otto indicatori: la qualità della pubblica istruzione; il tasso di occupazione degli ex studenti; la qualità della docenza; le pubblicazioni; l’influenza; il numero di citazioni sulle riviste; il “broad impact”; e, infine, il numero di brevetti internazionali depositati. Come detto a guidare la classifica di quest’anno ci sono i big americani – Harvard, Standford e Mit – seguiti dalla copia d’oro d’Oltremanica, Cambridge e Oxford. Sul podio italiano, a seguire la Sapienza al 90esimo posto ( in risalita rispetto alla graduatoria dello scorso anno dove occupava la 112° posizione), troviamo le università di Padova (157° posto) e di Milano (171° posto), mentre la Top Ten tricolore è completata dagli atenei di Bologna (198°), Torino (211°), Firenze (251°), Federico II di Napoli (254°), Pisa (285°), Genova (291°), Roma Tor Vergata (306°).